Ginocchio

Artrosi di ginocchio
Il ginocchio rappresenta una delle articolazioni a maggior rischio di sviluppo di artrosi. La malattia si manifesta anche in età relativamente giovane con dolore a fitte che compare quando si cammina o si fanno le scale. Spesso il primo danno è a carico dei menischi che sono degli ammortizzatori del ginocchio e che se sollecitati in modo anomalo vanno incontro a degenerazione e si sfibrano, esponendo maggiormente la cartilagine al carico. L'aumento di peso, le deformità congenite dell'arto inferiore (ginocchio varo o cosidette "ginocchia a X", ginocchio valgo o "da cavallerizzo")  e i traumi, insieme ad una cattiva postura e deambulazione sono i fattori che predispongono verso lo sviluppo dell'artrosi. La cura nelle fasi precoci è spesso efficace per evitare una progressione rapida. Nei casi estremi si rende necessario l'intervento di protesi parziale o totale del ginocchio.

 

Protesi di ginocchio

La protesi di ginocchio è una procedura chirurgica utilizzata per sostituire le superfici portanti dell'articolazione del ginocchio, per alleviare il dolore e la disabilità da artrosi, primitiva o secondaria. Questo tipo di intervento può essere eseguito anche per altre patologie del ginocchio come l'artrite reumatoide e l'artrite psoriasica. Nei pazienti con grave deformità da artrite reumatoide avanzata, traumi o malattie croniche associate, la chirurgia può essere più complessa e presentare dei rischi più elevati.

Contrariamente a quanto si pensa, l'osteoporosi tipicamente non causa deformità, dolore o infiammazione al ginocchio, e non è un motivo per impiantare la protesi ginocchio. Altre importanti cause di dolore debilitante includono le lesioni del menisco, difetti della cartilagine e le rotture dei legamenti. Il dolore debilitante da artrosi è molto più comune negli anziani. L’intervento di protesi del ginocchio può essere eseguito come una parziale o una totale sostituzione della articolazione. Si può, cioè, sostituire una parte del ginocchio (di solito la parte interna che si ammala ed usura più frequentemente) con una protesi parziale, o mono-compartimentale, oppure tutta l'articolazione con una protesi totale di ginocchio.

In generale, l'intervento chirurgico consiste nel sostituire le superfici articolari malate o danneggiate del ginocchio con componenti metallo-plastici sagomati per consentire il movimento continuo del ginocchio. L'operazione comporta dolore post-operatorio che può essere ben controllato, e richiede un periodo di riabilitazione da 6 a 12 settimane. Il periodo di recupero comporta l'uso di ausili per la mobilità (ad esempio, deambulatori, bastoni, stampelle) per consentire al paziente di recuperare e migliorare la mobilità e l’autonomia pre-operatoria.

 

 

Indicazioni

La chirurgia di sostituzione del ginocchio è più comunemente eseguita in persone con artrosi avanzata. Dovrebbe essere presa in considerazione quando si sono tutti i trattamenti conservativi non raggiungono più lo scopo di garantire benessere e funzionalità al ginocchio. La terapia fisica ha dimostrato di poter migliorare la funzione e può ritardare o prevenire la necessità di sostituzione del ginocchio. Nelle artrosi lievi o moderate può essere indicata la terapia infiltrati con acido ialuronico o con PRP (un estratto del sangue del paziente, ricco di piastrine e fattori che stimolano la riparazione dei tessuti). Tipico dei pazienti con artrosi avanzata è accusare dolore intenso durante l'esecuzione di attività fisiche che richiedono una vasta gamma di movimenti del ginocchio.

Preparazione pre-operatoria

La protesi di ginocchio è un intervento chirurgico maggiore. La preparazione pre-operatoria inizia subito dopo il consulto chirurgico e dura circa un mese. Il paziente viene invitato ad eseguire serie di esercizi di movimento di potenziamento muscolare di anca, ginocchio e caviglia quotidianamente, per giungere all’intervento nelle migliori condizioni possibili. Prima dell’intervento chirurgico, il paziente viene sottoposto in day-hospital ad una giornata di visite ed accertamenti scrupolosi, per individuare e correggere patologie, problemi che possono rappresentare un aumento dei rischi connessi con l’intervento. In questa fase nulla viene lasciato al caso, e qualunque problema potenziale viene affrontato con la consulenza di specialisti di varie discipline (cardiologo, nutrizionista, infettivologo, chirurgo vascolare, anestesista ecc.). Gli esami pre-operatori di solito comprendono esami del sangue e urine, Rx del torace e del ginocchio affetto, ECG.

Circa un mese prima dell'intervento, al paziente può essere prescritto ferro supplementare per aumentare l'emoglobina nel sangue. Le radiografie del ginocchio interessato vengono utilizzare per eseguire calcoli sulla tipologia e dimensioni delle componenti che saranno necessarie. Circa 1 settimana prima verranno sospesi o sostituiti i farmaci anti-aggreganti o anticoagulanti (aspirina, coumadin ecc.) per evitare sanguinamenti eccessivi durante e dopo l’intervento. Il ricovero avviene il giorno precedente, o, in alcuni casi, il giorno stesso dell’intervento. Periodicamente vengono organizzati seminari per gruppi di pazienti, a cui vengono spiegati molti dettagli di tutto ciò che riguarda l’intervento, dalla preparazione alla dimissione.

Intervento chirurgico

La chirurgia comporta l'esposizione della parte anteriore del ginocchio, con distacco della parte del muscolo quadricipite (vasto mediale) dalla rotula. La rotula è spostato verso un lato dell'esposizione permettendo di visualizzare l'estremità distale del femore e l'estremità prossimale della tibia. Le estremità di queste ossa sono poi asportate con precisione per modellare le superfici, utilizzando delle guide di taglio orientate all'asse lungo delle ossa. Le cartilagini e del legamento crociato anteriore vengono rimossi; il legamento crociato posteriore può anche essere rimosso, ma i legamenti collaterali vengono conservati.

Le componenti metalliche vengono adattate sull'osso o fissate con polimetilmetacrilato (PMMA), detto comunemente “cemento”. Sul femore l’impianto è costituito da un blocco metallico unico che simula la superficie naturale dell’osso. Sulla tibia si inserisce una componente piatta, anche se spesso ha uno stelo che scende all'interno dell'osso per darle ulteriore stabilità. Su questa componente metallica viene montato un modulo in polietilene ad alta densità, che ricalca in modo speculare la superficie del femore, in modo che il peso venga distribuito tra il metallo della superficie femorale e la plastica dell’inserto tibiale in polietilene, e non dal metallo su metallo.

 

 

Durante l'operazione vengono corrette le eventuali deformità, ed i legamenti vengono bilanciati in modo che il ginocchio abbia una buona gamma di movimenti e sia stabile. In alcuni casi la superficie articolare della rotula viene rimossa e sostituita da un piccolo modulo in polietilene cementato alla superficie posteriore della rotula. In altri casi, la rotula viene soltanto ripulita e regolarizzata. 

Degenza post-operatoria e riabilitazione

Dopo l'intervento il paziente resta ricoverato nel reparto di ortopedia per circa 3-4 notti, ma già 24 ore dopo l'intervento, rimosso il drenaggio post-operatorio, inizia una cauta riabilitazione e può essere messo in piedi e deambulare con i bastoni canadesi, salvo casi particolari. Al quarto giorno, di solito, viene trasferito ne reparto di riabilitazione dove, sotto la responsabilità dei Medici Fisiatri, inizia un percorso di riabilitazione intensiva che lo porterà a riguadagnare, in circa 4 settimane, gran parte della autonomia e delle funzione. In questo periodo la ferita chirurgica viene seguita scrupolosamente fino alla guarigione completa, e continui esami ematici e radiografici consentono di seguire la fase più delicata per garantire lo stato di salute ottimale.

Al termine delle 4 settimane il paziente viene dimesso e può far ritorno a casa, con precise indicazioni sul percorso di riabilitazione che seguirà per circa 1 mese ancora a domicilio o in day-hospital.

Controlli

La protesi è un mezzo meccanico, che si integra con la meravigliosa biologia del corpo umano, ma richiede controlli periodici per verificare che nulla si usuri velocemente o non si integri con l'osso ed i tessuti adiacenti. Per questo motivo devono essere eseguiti controlli con radiografie ad 1 mese, a 3 mesi, a 6 mesi, ad 1 anno dall'intervento, e successivamente sarà necessario fare almeno 1 controllo radiografico ed una visita dal vostro ortopedico ogni anno successivo al primo.