Ernia del disco per via endoscopica

Il trattamento dell'ernia del disco per via chirurgica tradizionale rappresenta uno standard nel trattamento di questa patologia, ma è una chirurgia invasiva, che necessariamente danneggia muscoli, legamenti, strutture deputate a garantire la stabilità del segmento vertebrale, e procura cicatrici che possono essere causa di dolore ed invalidità. In molti casi la chirurgia tradizionale resta la scelta obbligata, ma negli ultimi 20 anni si è sviluppata una tecnologia che consente l'approccio mini-invasivo a questa patologia.

 

L'uso dei microscopi operatori consente di ridurre l'incisione chirurgica a pochi cm, ma non è in grado di repertare del tutto le strutture anatomiche.

L'avvento della chirurgia endoscopica rappresenta una rivoluzione nel campo della chirurgia vertebrale. L'endoscopio è uno strumento sofisticato, costituito da una cannula di 0,7 mm, che viene introdotto attraverso la cute con una incisone di circa 1 cm. L'endoscopio consente di introdurre una fibra ottica che funziona da telecamera e visualizza su monitor una immagine ingrandita della sede dell'ernia, inoltre sempre attraverso la cannula passano gli strumenti sottilissimi che servono ad asportare l'ernia del disco, e sempre attraverso a cannula il campo operatorio viene illuminato ed irrigato.

 

Quali sono i vantaggi di questa tecnica?

Il trattamento endoscopico consente di minimizzare l'incisione (1 cm contro i 4-8 cm delle incisioni in microchirurgia o chirurgia tradizionale), di ridurre quasi a 0 il dolore post-operatorio, di consentire una ripresa pressoché immediata (si può tornare alle proprie attività dopo 1 settimana dall'intervento), di prevenire lo sviluppo di patologie associate all'intervento a cielo aperto (cicatrici interne, causa di dolore, ed esterne, instabilità a distanza ecc.).

        

Il rischio di recidiva dell'ernia è paragonabile alla chirurgia tradizionale e alla micro-chirurgia (5-7%)

L'intervento viene eseguito in regime di day-hospital, con solo una notte di degenza. Al mattino successivo il paziente è in grado di deambulare da solo senza ausili e può far ritorno a casa, in genere senza assumere anti-dolorifici. Per precauzione indosserà un corsetto leggero in stoffa, per qualche settimana, per ridurre al minimo il rischio di recidive. L'unico punto di sutura utilizzato per chiudere il formulino di entrata dell'endoscopio viene rimosso dopo circa 10 giorni.